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L'origine del carnevale ottanese, secondo una teoria portata avanti da numerosi studiosi, si perde in tempi molto remoti, tanto che non esiste una datazione precisa, stimata in epoca precedente alla scrittura.

L'interpretazione più veritiera sull' origine del carnevale ottanese è quella che pone un filo diretto con le divinità greche, visti i numerosi rituali caratteristici risalenti al periodo, che ne costituiscono fonte di unicità rarità e pregio.

Le figure principali, senza eguali nel loro genere, esprimono le fatiche che la vita riserva all'umanità, raffigurate nella forza animale del bue, che viene fronteggiato dall'uomo il quale lotta per averlo dalla sua. La cultura carnevalesca risulta ben radicata nel cuore di ogni individuo, che già in tenera età manifesta la voglia di esibire quel patrimonio culturale che gli è stato trasmesso. Tutto il paese, se pur abbia subito un processo di industrializzazione e modernizzazione, non ha mai perso il filo dell'identità legata al carnevale, anzi ora più che mai si è rafforzato, tanto che la tradizione viene esportata ovunque nel mondo.

Le figure principali che caratterizzano il carnevale ottanese sono: "Su Boe, Su Merdule, Sa Filonzana, S'Orriu".

Su Boe, rappresenta l'animale bue, veste candide pelli di pecora bianche abilmente lavorate e porta un poderoso fardello di campanacci ("Sonazzas"  disposto a tracolla, il viso è coperto da una maschera lignea, chiamata "Carazza", costituita da lunghe corna interamente lavorate dalle abili mani degli artigiani locali, tanto da essere considerata una vera e propria opera d'arte d’inestimabile valore.

Su Merdule, rappresenta l'uomo il vecchio bovaro, che cerca di vincere la forza animale; veste anch'esso pelli di pecora bianche, la maschera ne raffigura il volto, mostrando gli effetti del tempo, delle fatiche, non vi sono per questo maschere simili come non vi sono uominj uguali.

Su Merdule porta con se alcuni utensili che lo accompagnano nel duro lavoro giornaliero, utili per sé come "Sa Taschedda” (Tascapane in pelle), "Sa Socca" (lazzo in pelle) e "Su Voette" (frusta in pelle), usati invece per imprimere più forza ai comandi. che impartisce agli animali.

Su Merdule si muove con passo lento ed affannoso, vincendo comunque la furia dell'animale,

Sa Filonzana rappresenta la donna di casa, fedele compagna del 'marito allevatore ed agricoltore che segue nei lavori quotidiani; è una figura emblematica del carnevale ottanese, di presunta origine greca. Veste con gonna. e scialle nero, anch' essa sul viso Porta una maschera lignea della stessa fattura delle precedenti. Porta con sé gli attrezzi del fare quotidiano, come "S'Usu" (il fuso), infatti Sa Filonzana fila continuamente la lana, minacciando di spezzare il filo con le forbici, qualora venisse maltrattata dagli uomini, gesto che provoca agitazione, in quanto di cattivo auspicio nella stagione dei raccolti dei campi. Sa Filonzana, si muove con passo lento ma deciso, segue Su Merdule, appena può si ferma ed inizia a filare.

S'Orriu, è un particolare strumento con un cilindro di sughero chiuso ad un’estremità da pelle d’asino viene suonato con dei movimenti specifici per mezzo di un filo emette un suono molto particolare, con un timbro capace di creare scompiglio tra gli animali.

Nel Carnevale ottanese ritroviamo altre figure:

Su Molente; l’asino,

Su Crapolu; il cervo,

Su Porcu; il maiale

Su Molente e Su Crapolu portano un solo campanaccio che viene portato al collo e vestono entrambi pelli bianche e sul viso portano una maschera lignea.

Su Porcu, anch'esso porta sul viso una maschera lignea e si muove correndo tra la gente, creando scompiglio, non essendo facile controllarlo.